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lunedì 4 febbraio 2013

Torta rovesciata all'ananas




Questa è la mia prima ricetta della Parodi.
Questa torta è buonissima.
Brava Cristina.
Grazie Cristina.
Sarà stato vederti preparare questa torta con il tuo bimbo che ti dava i bacetti, sarà stato l'ananas sciroppato che mi fissava sconsolato da tempo biblico, ma questo dolce è davvero buono e lo farò spesso.


Parliamo dell'invasione dei programmi di cucina?
Parliamone.
Io li guardo, ho i miei preferiti, ho quelli che non si devono guardare perchè causano raffiche di parolacce (non faccio nomi), ma cavolo... sempre quando mangio l'ovo fritto e tristo mi dovete far vedere le torte a 27 piani, i brasati e i fighissimi pesci che non sanno di pesce e che non conosce nessuno?
Io lavoro, non ho tempo, le foto le faccio la sera senza luce e sopra la tovaglia di plastica che ho comprato in Olanda perchè c'erano sopra i mulini a vento, gli zoccoli appaiati e le olandesine che stavano cheek to cheek con gli olandesini
Io non ho un piatto di colore diverso da scegliere in base a quello che ci pappo dentro!
L'unica cosa di bello che ho sono delle tazzine da caffé che ho pagato un salasso e che non uso mai, ma mica ci posso mettere una torta dentro o una fetta di pasticcio... anzi no, potrei fare il monoboccone e spacciarlo per finger food.
Finger food di lasagna.
Finger food di tortiglioni al sugo = 1 tortiglione con mezzo cucchiaino di sugo.

E poi...
ora che decido la posizione del piatto, se c'è abbastanza luce e se la pappa ha smesso di fumare perchè ancora incandescente, il piatto è freddo e il gatto l'ha già puntato.
Ma come deve fare una persona come me che scrive di quello che cucina e che che soprattutto mangia?

Cioè

la settimana scorsa stavo per comprare un servizio di piatti bianchi, tondi, peso medio, bordo sottile, tranquilli che vanno bene un po' con tutto... e se un giorno cucinassi una cotoletta rettangolare? Il piatto tondo va bene? Non penso.
Comprerò piatti spaiati, bellissimi, di classe, bianchi, neri, trasparenti, rosa, gialli, verdi, marroni (marrone? blllleeeeeeh)
Tavola picassiana arrivo.
Ospiti se vi capita il piatto marrone sono tutti cavoli vostri.



INGREDIENTI

150 g di burro
1 tazza e mezza di zucchero
3 uova
1 tazza di latte
3 tazze di farina
1 bustina di lievito

Per il caramello:
2 tazze di zucchero
1 tazza di acqua

1 lattina di ananas sciroppato

Lavorate a crema il burro con lo zucchero, aggiungete un uovo alla volta ammalgamando bene.
Unite  il latte e la farina setacciata con il lievito, lavorate l'impasto fino ad ottenere una bella crema.
Accendete il forno a 180 °.
In un pentolino versate lo zucchero e l'acqua, accendete il fuoco e lasciate brunire il caramello.
Versate il caramello sul fondo di una tortiera a cerniera, disponete sopra la caramello le fette di ananas sgocciolate, quelle che avanzano mettetele appoggiate sulle pareti dello stampo.
Versate l'impasto, livellatelo e fate cucinare il forno per 40 minuti.

Appena fuori dal forno capovolgete la torta su un piatto, se aspettate il caramello si solidificherà e non staccherete più la torta.

Ecco fatto.

Buona pappa :)

e siccome secondo me questa torta fa tanto anni '70 ecco un bel pezzo glam



lunedì 2 gennaio 2012

Crostata al lemon curd e frutti di bosco


Buon anno a tutti! Vi auguro felicità persistente e giornate friabili :)

Come sono andati i festeggiamenti? Fatto le ore piccole? Io Sì e poi le ho pagate tutte accidenti!
Necessito di un bel periodo di purificazione papposa e tanto the verde... ahi ahi...
Propositi per il nuovo anno: andare in palestra, diventare una rockstar, farmi arrivare i capelli alle ginocchia e prendermi meno sul serio, ridere di più in generale diciamo :)
Oggi però vi faccio vedere il dolce che ho preparato per il cenone di Capodanno, avendo poco tempo a causa del lavoro ho potuto preparare solo questo e non lancciarmi in preparazioni salate come avrei tanto voluto... sob...
Nonostante tutto sono soddisfatta del risultato finale e anche i miei amici sembravano apprezzare, questa è la cosa più importante!
Si tratta di una semplice crostata in realtà, ma la particolarità sta nella frolla con la farina di nocciole e mandorle e soprattutto nella crema super slurposa grazie all'aggiunta della lemon curd.

INGREDIENTI

Per la pasta frolla:
200 gr di farina
80 gr di farina di nocciole
20 gr di farina di mandorle
100 gr di zucchero a velo
100 gr di burro morbido
2 tuorli
1 pizzico di sale
1 pizzico di bicarbonato
1 cucchiaino di estrattto di vaniglia
scorza grattuggiata di un limone
due cucchiai d'acqua fredda


Per la crema:
500 ml di crema pasticcera (ricetta qui)
2 limoni
100 gr di zucchero
4 gr di burro
2 uova


Decorazione:
200 gr di frutti di bosco misti surgelati
due cucchiai di zucchero
succo di mezzo limone

Iniziamo preparando la crema pasticcera: in una terrina lavorate i tuorli con lo zucchero, aggiungete la farina, il sale e la vanilina formando una crema. Aggiungete un po' alla volta il latte bollente senza creare grumi. Ponete sul fuoco, portare ad ebollizione e cucinare per 10 minuti mescolando sempre. Mettete la crema a raffreddare in una terrina coprendo con pellicola trasparente. La pellicola deve essere proprio attaccata alla crema così non forma la pellicina più dura e la crema resta spalmabile.
Prepariamo la lemon curd: laviamo i due limoni, grattuggiamo la scorza e spremiamo il succo, aggiungiamo a qquesti due ingredienti il burro e lo zucchero, versiamo in un pentolino e poniamo sul fuoco mescolando sempre finchè non sarà tutto sciolto e bello omogeneo. Togliamo dal fuoco ed aggiungiamo le uova leggermente sbattute, rimettiamo sul fuoco e facciamo cuocere a fuoco basso finchè il tutto non raggiungerà una consistenza cremosa, mescoliamo continuamente. Togliamo dal fuoco e lasciamo raffreddare.
Prepriamo la pasta frolla speciale: Con uno sbattitore lavoriamo a crema il burro e lo zucchero a velo, aggiungiamo, il sale, la vaniglia, la scorza di limone, il bicarbonato e le uova intere, aggiungiamo la farina di nocciole e quella di mandorle e alla fine la farina bianca. Lavoriamo a mano l'impasto , aggiungendo un po' d'acqua fredda se necessario. Lasciamo riposare in frigo per mezz'ora.

Stendiamo la pasta  e foderiamo uno stampo circolare da 30 cm di diametro creando dei bordi belli cicciosi, bucherelliamo la base con i rebbi di una forchetta, copriamo con un foglio di carta forno e versiamo sopra dei fagioli secchi per non far gonfiare la pasta in cottura.Copriamo con un foglio di stagnola. Cuciniamo a 180° per 30 minuti togliendo la stagnola dieci minuti prima della fine.

Quando in guscio sarà freddo, mescolare la crema pasticcera con 4 cucchiai di lemon curd, metterla in una tasca da pasticcere e farcire la crostata. Decorare con i frutti di bosco che avrete fatto saltare in padella con il succo di limone e lo zucchero, mi raccomando che siano freddi al momento della decorazione!
Ecco fatto :) è semplicemente buonissima!


Buona pappa :)

e come sempre vi lascio con una canzone... la prima dell'anno...

domenica 4 dicembre 2011

Marmellata di kiwi e banane

Buongiorno nebbioso a tutti e buona domenica, svegliati bene?
Oggi ho la pandinite acuta... non ho voglia di fare assolutamente nulla :) ... che meraviglia!
Sono felicissima di condividere con voi la ricetta della mia prima marmellata nata dall'esigenza di far finire in breve tempo una quantità di kiwi già maturi che non avrei mai potuto consumare da sola... le tre banane presenti mi facevano l'occhiolino e dopo breve ricerca in rete ho capito che si potevano unire le due cose.
L'ho appena assaggiata e devo dire che mi piace proprio, forse ho usato una vaniglia troppo persistente, ma questo (almeno per me) non è assolutamente un problema visto che adoro questa spezia.
Non ho usato troppo zucchero, volevo che si sentisse bene la frutta e non volevo un risultato stucchevole così da poterla gustare anche in preparazioni salate o con del formaggio.


INGREDIENTI

1 Kg di kiwi sbucciati
3 banane mature
450 gr di zucchero di canna
1 bacello di vaniglia

Sbucciate e tagliate a piccoli pezzetti i kiwi e le banane, versate il tutto in una pentola capiente, aggiungere lo zucchero e la vaniglia tagliata a metà e incisa per lungo, mescolare e far cuocere a fuoco moderato per almeno un' ora abbondante.
Sterilizzate i vasetti facendoli bollire in acqua per mezz'ora e preparate dei tappi nuovi.
Quando la marmellata è pronta ed è della giusta consistenza (si aggrappa al cucchiaino) versatela calda nei vasetti, chiudeteli bene e girateli sottosopra coprendoli con un panno... mia mamma ha sempre fatto così e sono sempre andati sottovuoto senza problemi. Lasciate raffreddare.

Ecco fatto, in questo modo ho ottenuto due bei vasetti da 300 gr ciascuno più o meno.

Buona pappa :)

vi lascio con i mitici "Le Zeppole" 

martedì 29 novembre 2011

Torta autunnale di patate dolci e ritorno pian pianino sui miei passi...


Sono una svergognata a tornare sulle mie pagine così senza preavviso, ma cosa volete... ci sono imprevisti e cose inaspettate nella vita... nuovo lavoro, nuova casa, nuova routine, nuove prospettive e qualcosa a volte viene lasciato indietro. Non nel cuore però. Queste pagine sono sempre con me, le mie ricette, i miei pensieri e le mie canzoni preferite restano qui a ricordarmi cosa mi piace e il perchè mi piace così tanto condividerlo con chi non conosco... Mi ha fatto tanto piacere constatare che nonostante la mia assenza questo piccolo blog sia stato ancora consultato abbondantemente, grazie mille a chi è passato e forse si è chiesto che fine avesse fatto il Pandino :)
Sono tornata, non garantisco quantità indicibili di post, ma prometto pensieri carini, pappe simpatiche e virtuali buffetti sulla testa. Mi sei mancato Pandino.


Ricominciamo piano e coccolosi con una ricetta della mia carissima signora Norina, una nonnina simpatica e gentile che rallegra il mio sabato mattina.
Questa tortina è perfetta per questo periodo con un buon the caldo e possibilmente una compagnia con cui chiaccherare... che immagine very english... perdonatemi ma sono da poco tornata dalla fredda terra britannica e sono ancora ispirata.
Ingredienti autunnali al massimo, colori autunnali, calorie sì, ma tanto una calda foderina di ciccetta con questo freddo può fare solo che bene. Tiè.

  
INGREDIENTI

750 gr di patate dolci
140 gr di zucchero di canna
90 gr di burro ammorbidito
3 uova intere
1 bustina di vanillina
1 cucchiaino di cannella
1 pizzico di sale
1 bustina di lievito in polvere vanigliato
2 cucchiai di farina di nocciole
il succo di un limone
1 bicchierino di succo di frutta ( mele andrebbe meglio)
2 mele tagliate a tocchetti piccoli
opzionale: un bicchierino di rum

Bollire le patate dolci, sbucciarle e ridurle in purea, aggiungere lo zucchero e il burro ammorbidito lavorando il tutto con una spatola. Aggiungere un uovo intero alla volta, la vanilina, il lievito,la cannella, il sale e il succo di limone, il succo di frutta e se volete il rum. Sbucciare le mele e tagliarle a tocchetti e poi aggiungerle al composto. Versare il tutto in uno stampo a cerniera di media grandezza imburrato e infarinato. Spolverare la superficie del dolce con un po' di zucchero di canna mescolato a un cucchiaino di farina di nocciole. Cuocere per 40 minuti a 180°.

Buona pappa :) 

 e un brano bellissimo dal mio film preferito

mercoledì 20 aprile 2011

Insalata con cetrioli e pomelo

Quando ero piccina, molto piccina e stavo imparando a parlare, in casa le idee erano un po' confuse riguardo l'inflessione che avrebbe assunto la mia parlata.
La mia mamma, originaria della provincia di Salerno, era inflessibile sul fatto che nessuno in famiglia dovesse parlarmi in dialetto veneto per non confondermi le idee, mia nonna paterna invece mi parlava sempre in dialetto e così per far contenti tutti quanti io creavo dei simpatici neologismi.
La mela in dialetto veneto è il “pomo” ma nella mia lingua mamma-nonna diventò la “pomela” o il “pomelo”.
Beh la settimana scorsa me ne andavo razzolando su e giù per il reparto ortofrutta e mi trovo di fronte ad un pompelmone gigante e giallissimo, più grande di un melone, abbasso lo sguardo e vedo il nome … “POMELO” o Citrus Maxima.
Esiste. Quale meraviglia.


Lui esiste ed io non ho creato neologismi fruttati.
Acquistato lo splendido fruttone da 1,6 kg , sono subito corsa a casa per papparmelo.
Le mie aspettative erano corrette, si tratta di un agrume dall'essenza molto simile al pompelmo ma molto più dolce e aromatico. Questo gigante arriva a pesare la bellezza di 10 kg .La buccia è spessa più di un centimetro ed ha la consistenza del pane morbido, è ricca di oli essenziali e profumatissima. La polpa dei singoli spicchi è compatta e mangiandola si perde pochissimo succo, in definitiva è davvero otttimo, ma è davvero grande e a meno che non siate in tanti in famiglia finirlo in un'unica occasione è davvero difficile così ho preprarato un'insalata che prevedeva il pompelmo, la ricetta è di Allan Bay e proviene dal libro “Cucinare Verde”, se avete un pomelo o un pomppelmo in casa provatela perchè è semplice e molto buona.

INGREDIENTI

Per 4 persone
2 cetrioli
3 carote
2 pomodori da insalata
2 fette di pomelo o 1 pompelmo
menta
1 vasetto di yogurt bianco
olio
sale

Sbucciate e tagliate a fettine i cetrioli, metteteli a sclare con un pizzico di sale. Taglaiate a pezeti la polpa del pomelo e tenetelo da parte. Raschiate e tagliate finemente le carote, tagliate i pomodorie mescolateli al pomelo e alle carote. Tagliate a metà le fettine di cetrioli ed uniteli al resto. Condite con lo yogurt mescolato con un po' d'olio, ancora un pizzico di sale e un po' di menta fresca o essicata. Servite su lettino di rucola.

Buona pappa :)

martedì 19 aprile 2011

Panna cotta indiana



Allergia portami via, caro Babbo Natale dove sei?
Ti immagino alle Bahamas in infadito rosse, con cappello peloso e costumino tropicale.
Babbo senti posa il cocktail e fammi un regalo primaverile… rapisci la mi allergia!

Ok, adesso che Babbo ha interrotto per un nanosecondo la sua vacanza per una povera pazza delle desolate lande venete posso intrattenervi con un dolcetto profumatissimo…
Niente di nuovo come base, ma i profumi sono tutti nuovi e in anteprima questa ricetta prevede l’utilizzo di un’acqua di fiori che di solito in India si utilizza per la cottura del riso basmati… almeno così mi detto il mio personale spacciatore di henné e olio di cocco.
Nella panna cotta ci sta a pennello e il riso può aspettare…

INGREDIENTI
Per 9 panna cottine

Per la panna cotta:
Mezzo litro di panna fresca
100 gr di zucchero
1 dl di latte
10 gr di colla di pesce
1 stecca di vaniglia Madagascar
1 cucchiaio di acqua di fiori

Per la salsa:
Una vaschetta di fragole
Succo di mezzo limone
Un cucchiaio di zucchero di canna
1 macinatina di pepe nero
Mezzo cucchiaino di cannella
Un pizzico di polvere di vaniglia Bourbon

Laviamo e tagliamo a pezzi piccolissimi le fragole. In un pentolino scaldiamo il succo di limone con lo zucchero, il pepe, la cannella e la vaniglia. Aggiungiamo le fragole, mescoliamo bene e lasciamo sobbolire per una ventina di minuti. Versiamo in una ciotolina da servizio, lasciamo raffredare a temperatura ambiente e poi conserviamo in frigorifero fino al momento dell’utilizzo.
Ammolliamo in acqua fredda la colla di pesce e intanto portiamo ad ebollizione la panna con la stecca di vaniglia incisa per lungo e poi tagliata a metà. Scaldiamo il latte dove andremo a sciogliere la colla di pesce che avremo precedentemente ben strizzato.
Quando la panna bolle ritiriamola dal fuoco ed incorporiamo il latte, mescoliamo bene e versiamo negli stampini. Io ho usato stampini in silicone per muffin.
Lasciamo raffreddare e poi mettiamo in frigo per almeno 3-4- ore finchè non sarà ben soda.
Al momento di servire, sformare le panna cottine e decorare con la salsa e magari qualche fragola fresca.

Buona pappa :*

mercoledì 8 dicembre 2010

Pain perdu con fragole e vaniglia


Se ieri vi ho mostrato la mia cena... oggi tocca alla colazione...
Non mi  nutro così ogni giorno, ma quando ho tempo voglio farmi una coccola il Pain Perdu torna sempre...
Con lo sciroppo d'acero è la morte sua, ma se non lo avete potete sostituirlo con una marmellata calda come ho fatto io o con cioccolata o frutta fresca tagliata a cubetti e spolverata di zucchero a velo... sempre ottimo e gratificante. Questa ricetta ha moltissime varianti e dipende dal paese in cui ci trova... io ho la mia anzi quella della mia mamma che mi preparava questà bontà quando ero piccola...

INGREDIENTI
Per due persone

4 fette di pane a cassetta
un uovo intero
mezzo bicchiere di latte fresco
una noce di burro

due cucchiai di marmellata di fragole
3-4 cm di bacello di vaniglia
1 cucchiaio d'acqua
zucchero a velo

In un pentolino scaldate la marmellata e fatela sciogliere a fuoco basso con un cucchiaio d'acqua, aggiungete la vaniglia tagliata a striscioline sottilissime (usate una forbice e andrete benissimo) e lasciate sul fuoco per qualche minuto. Spegnete e tenete da parte.
Scaldate una grande padella con un noce di burro intanto sbattete l'uovo con il latte e inzuppate le fette di pane una a una. Rosolate le fette di pane nella padella calda  girandole spesso finchè entrambi i lati non saranno ben dorati. Impiattate, guarnite con la marmellata calda e una spolveratina di zucchero a velo.

Buona pappa :)

"...Just when things went right
Doesn't mean they were always wrong
Just take this song and you'll never feel
Left all alone..."

venerdì 26 novembre 2010

Neve, Devics e crema...

Nevica
e nevica tanto anche
cade proprio a fiocconi giganti che non si sciolgono,non uscirò mai più da questo parcheggio... accidenti.
Mi siedo direttamente sopra il calorifero e mi arrostisco un po' le sacre chiappettine mentre guardo fuori dove diventa sempre più bianco. È bellissimo, ma devo fare tantissime cose questo fine settimana e non sono un drago sui pattini da ghiaccio... anzi... accidenti alla seconda.
Però è bello eh, cavolo se è bello,sono uscita un attimo a dare un'annusatina all'aria, due passi, una leccatina alla neve e dopo due secondi sembravo già babbo natale... la neve sa proprio di neve.
Da qualche parte in rete avevo trovato il profumo della neve, in bottiglietta direttamente da spruzzare... eccezionale... che viaggetto mentale... pensate che meraviglia se qualcuno si ricordasse di voi perchè profumate di neve... e vabbè oggi siamo poetici. Non lo faccio più prometto.

ma no dai
sentite questa canzone che bella...


Fa freddo... e ci si coccola... e qui qualcuno chiede crema...
Due minuti, qualche trucco e parrucco e via in divano...

COPPETTE DI CREMA CON BANANE CALDE CARAMELLATE

Se fate raffreddare la crema in frigo e le banane calde le mettete alla fine... sommo piacere papillifero...





INGREDIENTI
Per 4 persone

3 tuorli
1 bicchiere di latte
1 bicchiere d'acqua (così è più leggera)
30 gr di farina
4 cucchiai di zucchero
2 cucchiai di crema whisky
un bacello di vaniglia

una banana
2 cucchiai di zucchero di canna
succo di mezzo limone

Fate sobbollire il latte e l'acqua con i semini di vaniglia che avrete estratto dal bacello. Lavorate a crema i tuorli con lo zucchero, aggiungete la farina e la crema whisky, ammalgamate per bene e aggiungete a filo il latte caldo. Portate ad ebollizione sembre mescolando e fate cucinare per qualche minuto finchè la crema non sarà ben soda. Versate nelle coppette e lasciate raffreddare in frigo. Prima di servire sbucciate una banana e tagliatela a cubetti. In un padellino scaldate il succo di limone ed aggiungete lo zucchero, quando sarà sciolto e di un bel colore bruno, aggiungete la banana e tocchetti e caramellatela per 1-2 minuti, versate nelle coppette sopra la crema e servite subito.

Buona pappa:)

e buona neve
e buon weekend!

Bacini tanti.
ecco.

mercoledì 24 novembre 2010

Mela e brie... in una piadina... per cena senza prendersi troppo sul serio...

Quando il pandino andava alle elementari in una pizzeria qui vicino facevano la pizza con le mele e il brie oppure con le pere e gorgonzola, il fatto in sé era ritenuto pittosto audace e i miei genitori non mi guardavano tanto bene quando io pargoletta ordinavo una pizza così piuttosto che la classica viennese con i wurstel o quella con le patatine fritte. Sì me la tiravo un po' lo ammetto, volevo fare la diversa, ma intanto mi piacevano da matti quelle due pizze e ordinavo sempre o l'una o l'altra.
Se adesso in una ricetta serve il gorgonzola non ho nemmeno il coraggio di toccarlo perchè mi fa impressione. Toccarlo non mangiarlo, sciolto sì, fresco no...
Io impazzisco per il gusto del gorgonzola sciolto, ma non ho la minima idea di come sia non cotto. Non ho il coraggio ecco. C'è la muffa daaaaai....
In generale ho questo problema con tutti i formaggi a pasta dura e quelli erborinati, mentre mozzarella, ricotta e formaggi a pasta molle non mi danno fastidio... Io mangio tutto, ma a toccare non ce la faccio.
In terza elementare siamo andati in gita al caseificio del paese, educativo, carino, assaggi la mozzarella e stai lì tutta intrippata a guardare le mozzarelle che cadono nelle vasche... plop, plop, plop, plop, plop, bellissime, bianchissime, plop, plop, plop, plop, finché il tuo compagno di classe infamone di spinge con la testa sopra la vasca del caglio... un vascone gigante di una fetenzia bestiale... Bambino cattivo.
Shock infantile.
Qualsiasi cosa sappia prepotentemente di caglio io non la mangio.
Mia madre si chiede come io possa impazzire per il brie... lei dice che puzza... ma secondo voi puzza?
Sarà che non mi soffermo all'odore e me lo magno direttamente...
Non sono più chic come quando ero bambina.
Viva la bestialità.
Perchè io bestio e voi?

INGREDIENTI
Per una persona

1 piadina già pronta
mezza mela fuji tagliata a fettine sottili
30 gr di brie già privato della scorza
1 cucchiaino di senape forte
una manciata di rucola

Scaldate la piadina in una padella, spalmatela con la senape, e adagiate all'interno le fettine di mela, la rucola e il brie tagliato a tocchetti. Chiudetela a metà e rimettela a scaldare in padella per 3-4 minuti per lato in modo che diventi bella croccante e il formaggio si sciolga. Tagliate a spicchi e gustate.
Se volete aggiungere qualcos'altro al ripieno io vi consiglio speck e noci... provare per credere.

Buona pappa :)

venerdì 19 novembre 2010

Occhietti di riso e ciliegie


Ho rubato queasti raggi impunemente, adesso è già buio e freddo, un piccolo momento sereno in questi giorni di pioggia...
Sono ancora latitante, posto di nascosto, origlio canzoni di soppiatto... tornerò presto a postare da casa... spero... così è davvero scomodo, manca l'ambientazione pandina.
Ho fatto questi biscotti semplicissimi e molto leggeri, profumati e simpatici, senza burro con la marmellata di ciliegie.
Sono tormentata da questa marmellata, finalmente l'ho finita, ne avevo un barattolo enorme e l'ho messa praticamente ovunque... anzi no... mi è appena venuto in mente che forse su una braciolina di maiale non ci sarebbe stata così male (che idea bavarese mi è venuta?...mah).
Vi lascio... vi auguro un tranquillo vacco end, non bevete se guidate e mettetevi la maglietta della salute così non vi ammalate, ma se volete essere alternativi ci sono sempre le mutande di pelliccia... ;) So cool

Il pandino vi ama. tutti.


INGREDIENTI
(per 20-24 biscotti)

200 gr di farina bianca 00
100 gr di farina di riso
mezzo cucchiaino di lievito in polvere
40 gr di olio di riso
100 gr di zucchero
1 uovo
1 cucchiaio di scorza di limone grattuggiata
1 presa di sale

marmellata di ciliegie q.b. (circa un vasetto da 200 gr)

Accendete il forno a 180° e preparate due leccarde coperte con carta da forno. mescolate le due farine, unite il sale, il limone grattuggiato e lo zucchero. Aggiungere l'olio e l'uovo intero. Impastate bene e quando sarà tutto ben omogeneo fate riposare il frigo per un'ora.
Infarinate un piano d'appoggio e stendete la pasta ad una altezza di mezzo cm. Usate due stampini circolari, uno più grande e uno più piccolo. Prima create la base con quello grande e poi con quello più piccolo in alterttante basi create un foro. Cucinate per 10-15 minuti, sfornate e lasciaten raffreddare. Su ogni base mettete un cuchhiaino di marmellate e chiudete con un anello così da formare l'occhietto.

Buona pappa e ancora buon vacco end :)

giovedì 21 ottobre 2010

Budino di fichi e semolino


I fichi sciroppati sono finiti!!!! Li avevo usati qui  e adesso ve li ripropongo in questa ricetta proveniente da un libro sulla cucina dell'Alto Adige.
Nella versione originale al posto dei fichi c'erano 150 gr di uvetta, ma avendo ancora il temutissimo vasotto pieno a metà la mia scelta è stata ovvia.
Sono rimasta molto stupita dalla bontà e dalla cremosità di questa preparazione, se non trovate più i fichi potete usare la mela o un altro frutto di stagione secondo me... Ora che ho scritto mela ho immaginato appunto la versione con questo frutto decorata con nocciole tostate, secondo me può funzionare alla grande!
Non riesco a smettere di mangiarlo, continuo a tornare al piatto e prenderne un cucchiaino :)
Sembra crema pasticcera, ma molto più leggera e poi è profumatissimo...Ne sono felice ecco...

INGREDIENTI
(Per 8-10 persone)

200 gr di fichi freschi o sciroppati o altro frutto di stagione
750 ml di latte intero
1 presa di sale
120 gr di semolino
due cucchiai di zucchero ( 75 gr se non usate frutta molto dolce)
2 uova grandi
1 cucchiaino di scorza grattuggiata di limone
1 cucchiaio di rhum
burro e farina di mandorle per la forma da forno

Scaldate il latte con la presa di sale, versateci dentro il semolino e, mescolando continuamente, fate gonfiare per 10 minuti a fuoco basso. Incorporare lo zucchero e lasciar raffreddare. Accendere il forno a 200° e preparare il bagnomaria. Unire i fichi frullati, i tuorli, il limone e il rhum. Montate le chiare a neve ed incorporatele. Mettete il composto in uno stampo da budino precedentemente unto con il burro e cosparso di farina di mandorle, coprite bene con carta stagnola. Cuocete a bagnomarina in forno caldo per 80 minuti. Una volta raffreddato capovolgete e servite dopo aver cosparso di zucchero a velo e cannella.
Io l'ho servito a quenelle come vedete in foto.

Buona pappa :)

domenica 10 ottobre 2010

Cocada brasiliana con mango al cardamomo


Mio carissimo B. questa ricetta è per te, sei un po' orso, ma mi piaci sempre moltissimo.
Il cocco ti sconfinfera sempre un sacco e per questo ho cercato la ricetta più coccosa che esistesse...
la mia ricerca continua sempre nel tentativo di stupirti e renderti felicissimo... Ci sono riuscita?

Per tutti gli altri che passeranno di qua: se anche voi avete un B. o una B. che molte volte lascia trasparire il suo lato più orside (e andrebbe calmato) questa ricetta potrebbe fare al caso vostro.
Non dico che la bestia che c'è in loro (o in voi) fuggirà per non tornare mai più, ma almeno per quei pochi minuti che avranno la bocca piena staranno a cuccia.

Buona domenica a tutti!!!!


INGREDIENTI

250 g di zucchero semolato
50 cl di acqua
100 g di latte condensato
250 g di farina di cocco


Per la decorazione:

1 mango maturo
succo di un lime
3 bacche di cardamomo


Far caramellare lo zucchero con l'acqua finchè non sarà leggermente ambrato.
Togliere dal fuoco ed aggiungere il cocco grattuggiato e il latte condensato, mescolare finchè il caramello non sarà bene assorbito. Versare il composto in una pirofile rivestita di carta forno e livellarlo bene ad un aletzza di 1 cm. Far raffreddare e tagliate a quadrati. Conservare in scatola di latta.
Se volete presentarlo come ho fatto io pelate un mango maturo e tagliatelo a fettine sottili, spruzzarlo con del succo di lime fresco e spolverizzarlo con semi di cardamomo tritati finemente.


Buona pappa :)


e adesso acchiappatevi Robbbert!


domenica 3 ottobre 2010

fagottini ai fichi, rhum e mandorle


Nella dispensa si scoprono cose a cui raramente gli umani riescono a dare spiegazioni... niente di orrido sia chiaro...
Sorprese le chiameremo, sorprese di origini ignota.
Oggetto della scoperta: un vaso pieno di fichi, sciroppati e aromatizzati con qualcosa di alcolico.
Provenienza: qualcuno... davvero eh... non ci ricordiamo chi ci abbia donato il vaso...
Peso della questione: molto ingente, si tratta di una vaso da chilo.
Che fare: boh... qualcosa.
Stagione autunno, cadono le foglie, se ne vanno le zanzare, mele e cannella, uva, nocciole (?!), frutta secca, le zucchette, le prime trapuntine, le paranoie e stordimenti del cambio di stagione.
Mi stanco solo a scriverlo.
Vabbè dai, per fortuna che in questi giorni mi ha preso il matto del lievito di birra e in cucina c'è sempre qualcosa che cresce in forno... esperimenti che mai più si ripeteranno... da quando ho il blog, raramente ho cucinato qualcosa due volte. C'è così tanto da provare, perchè ripetersi? Cavalli di battaglia a parte si intende ;)

Oggi ho preparato questi fagottini di pasta lievitata utilizzando come ripieno i fichi di cui ho parlato, ben sminuzzati e uniti a rhum e farina di mandorle.

 Solo un'ombra di zucchero nell'impasto, per lasciare spazio al gusto della frutta. Lo stesso risultato si può ottenere con marmellata di fichi o fichi freschi, sminuzzati e passati in un tegame con poca acqua, zucchero e qualcosina di alcolico. Ho utilizzato metà del mio vaso quindi penso che mezzo chilo di fichi vada benissimo come quantità.
Sono molto soddisfatta della pasta, è venuta molto morbida e profumata, per niente pesante o stucchevole.

 INGREDIENTI (Per 18 fagottini)

Per la pasta:
100 gr di farina manitoba
150 gr di farina 00
30 gr di zucchero
2 dl di latte
25 gr di lievito di birra fresco
1 uovo intero
scorza  di limone grattuggiata
30 gr di burro morbido
una presa di sale
1 spruzzata di rhum scuro

Per il ripieno:
500 gr di fichi (freschi o sciroppati o un vasetto di marmellata)
36  mandorle intere (2 per fagottino)
2 cucchiai di farina di mandorle
1 spruzzata di rhum scuro

Sciogliete il lievito nel latte tiepido e unitelo a 100 gr di farina manitoba, lasciate lievitare fino al raddoppio.
Unite tutti gli altri ingredienti e lavorate l'impasto per 10 minuti abbondanti. Lasciate lievitare per due ore e mezza. Sminuzzate i fichi e mescolateli alla farina di mandorle e la rhum. Lasciate riposare in frigo fino al momento opportuno.
Stendete l'impasto fino ad ottenere una sfoglia alta mezzo cm, con coppapasta da 10-11 cm di diametro create dei dischi e riempiteli con un cucchiaio di fichi e due mandorle intere. Sigillate bene i bordi bagnandoli internamente con un goccino d'acqua. Spennellate i fagottini con un po' di latte e spolverizzateli con altra farina di mandorle. Disponeteli su due leccarde coperte di carta forno e cucinateli (una leccarda alla volta) a 180° per 25-30 minuti fino ad una bella doratura. Lasciate raffreddare e gustate.


Buona pappa :)

e ora ascoltate...

giovedì 30 settembre 2010

Ciaccia all'uva

a lei piaccio così, ma...
... non sto dormendo
Riflessi zero e continuo a vedere sempre lo stesso film.. mi muovo con molta lentezza e va proprio bene.
Mi sento sorprendentemente sensibile, nel senso di apertura alle cose che tuttavia tardano ad arrivare, ma io paziento e spero, domani inizia un nuovo mese, il conto alla rovescia per i cambiamenti continua e sono pronta a quanto arriverà.
Ho bisogno di avvolgibilità in tutta la sua essenza.

Per questo motivo sto cucinando cose semplici e anche se avrei voglia di intraprendere tortuose strade culinarie scelgo la via della sobrietà se così può dire...
Oggi vi propongo un dolce toscano che in questi giorni è stato avvistato su molte pagine amiche :) soprattutto qui ... grazie ancora a Micaela per l'ispirazione e la ricetta :)
Comfort food appena scoperto, necessario sporcarsi il più possibile e macchiare la tovaglia con il sughetto, mangiare a grandi morsi senza pensarci troppo... una vera goduria autunnale. Avvolgente.

Presto comparirà in queste pagine un suo parente... ma dovrò pazientare e andare a raccogliere in un bellissimo campo ciò che mi serve...







INGREDIENTI

1200 gr di uva ... (io ho usato metà uva fragola e metà uva merlot per renderlo meno dolce e più sostenuto come gusto, ma questa è una scelta puramente personale... non me ne vogliano gli amici toscani)
farina 450g
9 cucchiai di zucchero (pardon... non l'ho pesato)
lievito di birra fresco 1 cubetto
1 bicchiere d'acqua
olio d’oliva di quello buono (io ho usato un'ottimo marchigiano ... non me ne vogliano gli amici toscani :)))
1 presa generosa di sale
semini d'anice

Unite la farina, tre cucchiai di zucchero e il sale, aggiungete il lievito sciolto nell'acqua tiepida, tre cucchiai d'olio e lavorate l'impasto finchè non sarà bello sodo ed elastico. Lasciate lievitare per 1-2 ore. Io dovevo andare a lavorare e l'impasto ha lievitato per 4 ore, ma il risultato finale non ne ha risentito... anzi...
Sgonfiate l'impasto, dividetelo in due e tirate due sfoglie rettangolari una delle quali sarà leggermente più ampia per fare i bordi. Con la sfoglia più grande foderate una teglia da pasticcio (più o meno 30-40 cm di lunghezza)che avrete precedentemente coperto con carta da forno.
Distribuite poco più della metà dell'uva, un bel giro d'olio, tre cucchiai di zucchero spolverati per bene su tutta l'uva e una manciatina di semini d'anice ben distribuiti.
Copriamo con la seconda sfoglia più piccola e sigilliamo bene i bordi ripiengandoli su loro stessi.
Distribuiamo l'uva rimasta, altro giro d'olio, altri 2-3 cucchiai di zucchero e altra manciatina di semini d'anice.
In forno a 180° gradi per un'ora. La vostra casa profumerà di uva in modo sublime.
Lasciar raffreddare e gustare possibilmente il giorno dopo in modo che il succo d'uva impregni per bene la vostra ciaccia.
Buona pappa :)

e adesso... così... mi ascolto loro... e... basta. ecco.

giovedì 23 settembre 2010

Key Lime pie e mirtilli

A volte scopriamo le cose più impensabile in modi assurdi.
Questo dolce è stato scoperto per caso guardando un telefilm che mi piace moltissimo... Dexter.
Il protagonista è un serial killer che lavora per la squadra omicidi di Miami, un ematologo che uccide solamente persone che hanno compiuto crimini bruttissimi e sono rimaste impunite.
In una puntata particolarmente toccante Dexter fa visita ad una vecchia amica che si trova in ospedale in fin di vita e come ultimo desiderio vuole mangiare una fetta di Key Lime pie degna di questo nome. Dexter continua a portare all'amica fette di dolce, ma l'amica non è mai soddisfatta...
Troppo gialla, troppo verde, troppa panna, troppa meringa... Quante variabili eh?
Inventata a Key West, Florida a fine del 1800, questo dolce è fatto da pochi ingredienti, ma quello fondamentale oltre al famoso Key Lime (più piccolo e aromatico del lime normale) è il latte condensato e questo perchè il latte fresco non era reperibile in mancanza di adeguata refrigerazione.
Questa torta può anche non essere cotta in quanto il succo acido del lime "cuoce" le uova del ripieno. Io ho preferito fargli fare un breve giretto in forno tanto per essere sicura.
Non ho preparato la meringa come copertura, ho semplicemente montato della panna fresca ed ho servito il dolce con dei mirtilli freschi che finalmente sono scesi di prezzo... non so da voi, ma qui li paghiamo a peso d'oro... mannaggia.
Mi ha troppo soddisfatta questo dolce, il ripieno è fenomenale, zuccherato e acidulo al tempo stesso, la base di biscotti non è troppo burrosa anche se in molte varianti della ricetta si può trovare la base di pasta frolla, variazione che proverò sicuramente.

INGREDIENTI

Per la base:
150 gr di biscotti secchi
30 gr di burro
un goccino d'acqua se serve

Per il ripieno:
5 lime
3 tuorli
400 gr circa di latte condensato (una lattina o 2 tubi)

Sbriciolare molto finemente i biscotti ed unirli al burro sciolto, aggiungere un goccino d'acqua, compattare il tutto sul fondo di una tortiera a cerniera e far riposare in frigo. Montare i tuorli con le scorze grattuggiate dei lime, aggiungere poco a poco il latte condensato sempre lavorando il tutto con il frullino.
Aggiungere il succo dei lime e dare un'ultima frullatina. Versare la crema nella tortiera e cucinare per 15 minuti a 180°.
Lasciar raffreddare e decorare con qualche fettina di lime... e panna... e mirtilli... volendo :)

Buona pappa :*


giovedì 22 luglio 2010

Smoothie o frullato... che differenza c'è?

Per favore...
qualcuno ha una spiegazione logica e coerente sulle differenze che ci sono tra uno smoothie e un frullato?
Io pensavo che nello smoothie non ci fosse il latte e invece in rete ho trovato un sacco di ricette che prevedono l'uso di latte vaccino o di soia o di quello che volete insomma...
Io ho un solo bicchiere frullatore a casa e con quello frullo, frullo un sacco eh inventando di volta in volta in base a quello che c'è in frigo... Smoothie o non smoothie questo è il dilemma...
coooooomunque...

Miei cari amici blogger io vi devo fare i complimenti.
Davvero eh.
Come fate ad aver voglia di cucinare tutte quelle bellissime ricettine che vedo in questo in periodo?
Io non ce la faccio
mi fermo alla caprese, all'insalata e alla pasta fredda o calda se ho poco tempo...
e frutta, tanta frutta che se no mi vengono gli svenimenti e vedo tutto nero!

Mi dispiace essere così poco presente sulle mie pagine, ma davvero non sto cucinando niente degno di nota... mi manca lo slancio, fa troppo caldo, la mia inventiva culinaria è andata a prendere il sole e sta a sguazzare lontano da me su una spiaggia bianca ed esotica con le noci di cocco che le cadono in testa quindi è pure un po' rinco...
Siete bravissimi.
e io no.
Io frullo la frutta e me la bevo
magari ci mangio insieme pure un biscottino (comprato mica fatto da me eh! ... non sia mai che mi metto ad impastare con queste calure)
Minimo sforzo massimo rendimento... imparo dai miei gatti che se ne stanno spalmati sul marmo tutto il giorno... pappa e nanna. Stop. ventilatore a 360° e tantissimi cubetti di ghiaccio.
Vi lascio un'idea per un frullato (o smoothie?!) che mi è piaciuto molto... niente di eclatante eh, ma davvero buono, fresco e con un bellissimo colore...

INGREDIENTI (Per due persone)

2 pesche pelose a pasta gialla
100 gr di frutti di bosco misti
1 cucchiaio di acqua di rose
2 bacche di cardamomo
2 cucchiaini di miele chiaro (acacia o fiori)
l succo di mezzo limone
un vasetto di yogurt cremoso alla vaniglia (di quello buono e peccaminoso per capirci)

cannuccia rosa che solleva lo spirito (sottolineo il fatto che dalla cannuccia dipenda la riuscita di questa complicatissima ricetta)

Frullate la frutta con l'acqua di rose, i semi che avrete estratto dal cardamomo, il miele e il succo di limone. Fatto?
Versate nei bicchieroni e al centro versate due cucchiai di yogurt a testa. Fatto?
Decorate con qualche fruttino di bosco e l'immancabile cannuccia rosa (must dell'estate 2010 in casa Pandino). Fatto?
Tornate sul divano e gustate con la faccia rivolta al ventilatore e gli occhiali da sole se proprio ve la sentite.



Vi amo tutti

vostro Pandino ameba
che se ne va ascoltare i Beach Boys

guardate che simpatici ragazzotti


a dire il vero io li immaginavo meno pelosi, ma vabbè... forse questa è un foto del periodo nature :)

martedì 4 maggio 2010

Cialdine al latte di cocco con banana caramellata



Prendiamoci una pausa lenta e soffice...
Ho voglia di profumi esotici, calore e papille che guizzano...
Creo qualcosa di piccolo e confortante, da gustare sulla punta di una piccola forchetta...
Dopo il breve viaggio in oriente vi porto con me dove c'è un gran sole lontano da questa pioggia cattiva... dove ci sono profumi inebrianti e mi immagino anche un velo di mistero ovattato nell'aria..
Dove?
Non lo so, aspetto di scoprirlo e intanto gusto la mia piccola tortina e vaneggio un po'...

In principio furono le cialdine... nate in una sera un po' nervosa e senza altro dolce per placare l'anima... ma va bene così... la maggior parte delle volte le cose più buone le ho create così, quando c'è la necessità vera...
E' una ricetta proporzionata e leggera per togliersi la voglia di dolce in un batter d'occhio.
Se si preparano le cialdine un giorno o giorni prima è fatta, basta conservarle in una scatola di latta.
Assemblare la tortina è un attimo e meraviglierete i vostri ospiti... o solamente voi stessi.

Scrutando la dispensa ho trovato una lattina di latte di cocco comprata forse in previsione di qualche impacco sui capelli, ma questa è un'altra storia (comunque se vi va di provare fatelo... risultato sofficiume e splendore a volontà).
Quindi... lattina integra e non scaduta, farina, zucchero, olio e vaniglia. stop.
Queste cialdine (che cialdine non sono) sono morbide e profumate, ottime a colazione o all'ora del the.. o farcite a mò di tortina come ho fatto io per un dessert improvvisato e salva fine-pranzo.

COLONNA SONORA
Marc Bolan "Dwarfish Trumpet Blues"

INGREDIENTI

Per i biscotti (3 leccarde):
1 lattina di latte di cocco (400ml mi sembra)
7 cucchiai di farina 00
2 cucchiai di farina
3 cucchiai di zucchero
la punta di un coltello di polvere di vaniglia bourbon
un pizzico di sale
1 cucchiaino di lievito vanigliato
2 cucchiai di olio di semi di girasole
zucchero muscovado per guarnire (o zucchero di canna)

Per la tortina (3 tortine):
1 banana
succo di mezzo limone
1 cucchiaio abbondante di zucchero muscovado (o zucchero di canna)
yogurt bianco
qualche fogliolina di menta

In una terrina mescolare le farine,la vaniglia, il lievito, il sale e lo zucchero, aggiungere l'olio e il latte di cocco, ammalgamare con un frullino finchè non sarà tutto omogeneo.
Mettere la crema in una tasca da pasticcere con bocchetta liscia e distribuire la pastella su una leccarda coperta di carta forno creando delle noccioline ben distanziate, guarnire con pizzichi di zucchero scuro.
Cuocere a 180° per 10 minuti controllando la cottura.
Lasciatele raffreddare e gustate.
Se volete la tortina...
Tagliare a dadini la banana e fatela caramellare in padella con lo zucchero e il succo di limone.
Componete la tortina con tre cialdine intervallate da un cucchiaino di yogurt e i cubetti di banana caramellata. Guarnire con foglioline di menta fresca.

Un bacino :*
e
Buona pappa!

sabato 17 aprile 2010

A different shade of pink....




Chi mi conosce sa che il rosa non è proprio il mio colore preferito...
Riesco a contemplare il fucsia in abbinamento al nero o al massimo mi piace il rosa porcellino chiarissimo...
Ma
Sarà la stagione...
Sarà che dall'armadio è sbucato un vestito rosa in spugna... quella spugna che viene usata per i pigiamini dei bambini... quelli con i piedini...
Mi è venuta voglia di un dolce rosa per avere un po' di colore dentro...
però non volevo qualcosa di impegnativo da mangiare... e poi la primavera mi impigrisce così non avevo voglia di lavare i cucchiaini e allora ho fatto le lingue di gatto da usare come palettine da intingere nel rosa.
C'è stato un momento nella mia vita in cui mi piaceva abbinare il cibo per colore, l'ho ricordato solo in questo momento... ora non ci faccio molto caso, mi basta che sia esteticamente ben composto e non dissonante. Voglio tornare almeno per un po' a questo cromatismo culinario, mia madre ci riesce molto bene di solito.
Mediterò qualche ricetta con dei bei colori... Ho voglia di leggereza interiore questo è il punto...

Ora vado a dipingermi l'inconscio con le fragole usando dei biscotti come pennelli...

COLONNA SONORA
Air "Playground Love"

CREMA DI RICOTTA ALLE FRAGOLE E PEPE
CON LINGUE DI GATTO

Ingredienti :

Per la crema (4 coppette):
200 gr di fragole
100 gr di ricotta
150 gr di panna fresca
3 cucchiai di zucchero a velo

Per le lingue di gatto (circa 25 biscotti):
50 gr di burro
50 gr di zucchero a velo
50 gr di farina
50 gr di albumi
1 bustina di vanilina

Frullare le fragole con un cucchiaio di zucchero, passare la purea al setaccio, aggiungere del pepe nero macinato al momento e tenere da parte.
Montare la ricotta con il restante zucchero ed aggiungere la purea di fragole al composto.
Montare la panna ed aggiungerla alla crema. Versare in coppette e far riposare per qualche ora prima di servire. Decorare con fragole tagliate a tocchettini e "condite con un po' di zucchero, succo di limone e pepe nero macinato.
Passiamo ai biscotti...
Tenere il burro a temperatura ambiente per mezz'oretta, lavorarlo con lo zucchero a velo finchè non sarà "a pomata". Unire la vanilina e la farina setacciata poco alla volta. Ammalgamare bene e d aggiungere un po' di albume alla volta finchè il tutto non sarà perfettamente omogeneo e cremoso. Mettere l'impsato in una tasca da pasticcere e formare dei bastoncini di 5 cm su un foglio di carta forno. Preriscaldare il forno a 200° e cucinare per 6-7 minuti finchè i bordi dei biscotti non saranno ben dorati.

Gustate con trasporto :)

giovedì 25 marzo 2010

Una tortina vegetale buona buona :)


Questa tortina è stata totalmente ispirata da una bellissima persona che ho conosciuto da poco...
in vista di una cena ho inventato questa ricetta priva di latte e derivati visto che questa cara amica ne è allergica.
E' stato un piacevolissimo esperimento che ripeterò un sacco di volte penso vista la facilità e l'ottimo risultato.
In realtà quella che vi propongo oggi non è la torta originale (di cui non ho foto), ma è il secondo esperimento... visto che il primo era andato bene perchè non ripetere subitissimo?
Dunque... la torta originale aveva un ripieno di fragole mentre questa prevede l'uso di mela e banana... sono buoni entrambi come ripieni, in pratica si tratta di una crema pasticcera preparata con latte di riso e arricchita con purea di frutta. Non è assolutamente pesante come crema, è leggera e fresca e si sente molto il gusto della frutta.
Potete usare tutta la frutta che volete, la prossima sarà al kiwi ho già deciso... oppure fragola e ananas o quando sarà il tempo con le pesche!
La pasta frolla è priva di burro... l'ho preparata con olio d'oliva olio di riso... metà e metà.
Sono rimasta soddisfattissima di questa frolla, è profumata e molto croccante... promossa insomma!
Sono felice perchè alla mia amica è piaciuto molto... spero piaccia anche a voi :)

COLONNA SONORA DA ESECUZIONE
Devics "If We Cannot See "

INGREDIENTI

Per la crema:
una mela
una banana
un cucchiaio di succo di limone
1 cucchiaio di zucchero di canna
1 uovo intero
2 cucchiai di zucchero di canna
1 bicchiere di latte di riso
50 gr di farina
1 pizzico di cannella

1 banana tagliata a rondelle

Per la pasta frolla:
300 gr di farina
100 gr di zucchero di canna
due uova
40 gr di olio evo
40 gr di olio di riso
due cucchiai di acqua fredda

Iniziamo dalla crema.
Frulliamo la frutta con il succo di limone e con lo zucchero, mettiamo in un pentolino e cuciniamo per 2-3- minuti aggiungendo un pizzichino di cannella (se piace). Sbattiamo l'uovo con lo zucchero, aggiungiamo la farina ed il latte di riso. Aggiungiamo la crema d'uovo alla purea di frutta e cicniamo per circa 10 minuti finchè non è ben addensato. Lasciamo raffreddare.
Prepariamo la pasta.
Tipica esecuzione... farina a fontana con le uova al centro, lo zucchero, gli olii e i due cucchiai di acqua... impastiamo bene bene fino ad ottenere una bella palla liscia che faremo riposare per mezz'ora.
Tiriamo la pasta su un foglio di carta forno (così si stacca meglio) e creiamo due dischi di uguale dimensione. Il primo è il fondo, il secondo è il coperchio. Creiamo dei bordi belli alti... circa dieci cm e adagiamo sul fondo le rondelle di banana (o i pezzi della vostra frutta preferita), copriamo con la crema e terminiamo con il secondo disco di pasta. Ripieghiamo i bordi per chiudere bene il coperchio e cuciniamo per 30-35 minuti a 180°.
Lasciamo raffreddare e spolverizziamo con zucchero a velo (o anche no).

Buona pappa :)


sabato 5 dicembre 2009

Crostata di mele e confettura di cachi


Non è stata una settimana facile, raramente si sono condensate così tante sensazioni diverse.
Domenica scorsa a causa di un'allagamento in cantina ho perso tantissimi ricordi della mia infanzia e non solo... I pompieri sono stati splendidi e umanissimi anche vedendo me in lacrime che raccattavo il mio papiro di laurea... mi hanno aiutato,hanno steso i pezzi che rimanevano su una tavola e l'hanno portato fin sù nel mio salotto.... Grazie.
Grazie per avermi fatto parlare dei Pink Floyd per non farmi pensare a quello che stava succedendo.
Cosa c'entra la crostata? Niente per adesso...
Dopo due giorni dall'allagamento arriva l'influenza, adesso sto meglio anche se ho ancora una tosse da orco e non posso uscire.
Sono tre settimane che non vedo il mio ragazzo e sono triste perchè è stata la settimana del nostro anniversario.
Ho bisogno di coccole. Subitissimo.
Ecco che arriva la crostata.
Adesso si spiega no?
Una coccolina casalinga.
Nient'altro. Solo per me.
Fatta con la marmellata della mamma poi... sì perchè tutti i cachi di cui parlavo la settimana scorsa sono finiti in marmellata con tanto di cannella. Le è venuta proprio bene devo ammettere.
Dal momento che non posso uscire di casa ho usato ingredienti a disposizione...a pensarci bene come in tutte le ricette dell'ultimo mese, ma prometto che la settimana prossima vado a fare la spesa per una bella ricettina... forse...

COLONNA SONORA DA ESECUZIONE
Sonic Youth "Diamond Sea"

INGREDIENTI

Per la pasta:
100 gr di farina bianca
100 gr di frumina
70 di zucchero a velo
80 gr di burro
2 tuorli
buccia di limone
vaniglia
sale

Per il ripieno:
200 gr di marmellata di cachi
2 mele tagliate a fettine
succo di un limone
1 cucchiaio di zucchero di canna
4-5 biscotti speculoos sbriciolati

Lasciate ammorbidire il burro intanto in una terrina mescolare le farine, lo zucchero, il sale e la buccia grattuggiata del limone. Unire i tuorli e il burro morbido a pezzettini. Impastare con la punta delle dita finchè il tutto non sia omogeneo e liscio. Avvolgete la pasta nella pellicola e lasciatela riposare.
Sbucciate le mele e tagliatele a fettine, bagnatele con il succo di limone e spolverizzatele con lo zucchero di canna.
Stendete la pasta in una tortiera a cerniera creando dei bordi alti circa due-tre centimetri.
Spalmate la marmella sul fondo e disponete sopra le fettine di mela. Spolverizzate con abbondanti biscotti sbriciolati.
Cuocete in forno caldo a 180° per mezz'ora.

Buona coccola a voi.